in queste pagine puoi trovare alcune delle mie poesie in lingua italiana
mercoledì 1 gennaio 2014
domenica 22 dicembre 2013
ricordi
Emozionante, ieri sera presso la pieve romanica di Calci... ASPETTANDO IL NATALE
Ricordi
Si rincorrono luci
sull’albero
e tu, bambino, che
gridi,
pur gaio e felice,
mi metti paura!
Inutile il mio
tentativo in cerca di scampo:
strigli e scarruffi
il mio pelo fulvo,
e, alla fine, mi copri
di baci e carezze.
E non temo più!
Dai tira la palla!
Rincorro e poi
ruzzolo a destra e a manca
e tu corri con me;
un bastone lontano
riporto.
A rotoli sull’erba
brumosa
madidi ansiamo in un
solo respiro.
Un bagno di schiuma:
le coccole di mamma e
papà
in un morbido telo di
spugna.
Finalmente la pappa:
che buona!
Tra una macchina e
l’altra
si rincorrono nitide
immagini
sotto il sole
d’agosto
lungo il ciglio di
questa autostrada!
mercoledì 4 dicembre 2013
Soffitta
sui nasi rivolti
all’insù
e, con la scala a
pioli,
babbo ascende al
sottotetto:
anch’io lo seguo a
ruota.
Nella fioca luce
d’abbaino
compaiono tangibili
fantasmi.
Dal buio esige
attenzione
Lassie di pezza avvolto
nel nylon.
Una valigia di
cartone
pressato, marrone,
puntella una tavola su
cui
scatoloni, impolverati
dal tempo,
celano un mondo di
sorprese:
Dischi a settantotto
giri
di antichi poeti
cantori;
quadernetti a
copertina nera
di elementari di
vent’anni fa,
una trottola di legno
(ghiné, cambrì, seta da cuci’),
un orsacchiotto
impolverato,
il mio cavallo a
dondolo
con un orecchio sbreccato.
di storia, di
esperienza,
di un passato
presente,
saltuariamente.
Ermanno Volterrani,
marzo 2011
Premio Nazionale di Poesia “Astrolabio 2013”
Motivazione
di Andrea Salvini per l’assegnazione del
Premio Speciale della Giuria alla
lirica Soffitta di Ermanno Volterrani
L'Autore
ha racchiuso in questa lirica, dietro la rappresentazione di uno dei momenti
più solenni della vita infantile, ossia il «viaggio» in soffitta con il padre,
una soave meditazione sul tempo. La soffitta è lo scrigno del passato, dei
piccoli oggetti che non si usano più, ma che un tempo erano la nostra vita.
Nella loro rassegna scorgiamo la lezione del migliore Gozzano, ma in uno stile
più evocativo e in una chiave esistenziale diversa, lontana dal pessimismo del
poeta di Agliè, in cui si riscatta la dignità dei ricordi più umili.
Andrea Salvini
venerdì 4 ottobre 2013
Una giornata uggiosa

Ieri le maniche corte,
stamattina
l’ombrello:
un
fiore dischiuso.
E fulmini baluginano
rapidi
tra i
cumulonembi
e boati sconquassano
l’etere
e zefiro dirige
l’orchestra:
l’anteprima di giornate
uggiose
scandite dal
cadenzato
strisciar di
lumache
su scie di carta
stagnola.
Piovono lacrime
d’estate,
in questa giornata
bigia
d’improvviso
autunno.
Ermanno
Volterrani, settembre 2013
domenica 10 marzo 2013
Ritratto

Dipingo
rugiada sui
petali
di un
bocciolo di rosa,
le ali di
una farfalla
screziate,
la fragranza
del pane
appena
sfornato,
l’arcobaleno
che cheta la
tempesta,
la buccia di
una pesca
vellutata,
una
barca
dalle onde
cullata,
il tepore
del camino
acceso or
ora,
polvere di
stelle
e alone di
luna
a rischiarar
la notte,
un dolce
risveglio
al
mattino,
il sogno di
un bambino.
Ancora due
tocchi
ed ecco,
l’ho fatto!
Eppure
somiglia…
…ma si! è il
tuo ritratto!
Ermanno Volterrani, 14 febbraio
2013
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domenica 28 ottobre 2012
Congedo di un cavalleggero

Corri
cavalleggero,
sopito il
respiro,
sprona Alone, il
tuo destriero,
a briglia
sciolta,
la criniera al
vento,
nei pascoli del
firmamento
libero e
sconfinato!
Rincorri le
nuvole,
scavalca quel
cirro arricciato,
eludi quel jet,
importuno.
Frenesia,
impazienza, agitazione
ha scatenato il
rinnovato incontro,
ormai
imminente.
Eccotela: appare
seduta
su un effimero
batuffolo di cielo;
da più di due
anni aspettava,
la tua
bella
con un balzo è
con te sulla sella:
ricongiunti gli
amanti,
l’amore di una
vita, passeggero,
si consolida
nell’eternità
per la bella ed
il suo cavalleggero!
Ermanno
Volterrani, 16 luglio 2012
domenica 1 luglio 2012
Ringo

Che
corse sul prato
antistante la casa ai
Sottoborghi,
lungo
il muro di cinta di mattoni
verso
il fosso.
Tra i
cespugli ed i rovi giocavo
inutilmente a
rimpiattino
precocemente
stanato
dal
fiuto tuo volpino.
Madido
il crine pezzato, al rientro,
il
tiepido bagno attendeva:
tinozza d’azzurro
Moplen.
Ogni
colpo di spugna e di striglia
generava un grato
riscontro
ed il
manto grondante
aderiva scoprendo le
esili forme finché
liberava dai vincoli
fluidi
un’energica
scossa
dalla
punta del naso alla coda
rendendo la forma a quei
ricci
sbarazzini,
impertinenti.
In
cucina scompiglio!
E
subito dopo,
i
vividi occhi, ora afflitti,
a
chiedere venia:
fin
troppo facile assolvere
un
musetto così,
Ringo.
Ermanno
Volterrani, dicembre 2011
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